Estate

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Il mio consiglio è sempre il medesimo fate partire la musica e usatela come sottofondo alla vostra lettura. 

Antonio Vivaldi “Le quattro stagioni”  Estate

Estate

È riapparsa la donna dagli occhi socchiusi

e dal corpo raccolto, camminando per strada.

Ha guardato diritto tendendo la mano,

nell’immobile strada. Ogni cosa è riemersa.

Nell’immobile luce dei giorno lontano

s’è spezzato il ricordo. La donna ha rialzato

la sua semplice fronte, e lo sguardo d’allora

è riapparso. La mano si è tesa alla mano

e la stretta angosciosa era quella d’allora.

Ogni cosa ha ripreso i colori e la vita

allo sguardo raccolto, alla bocca socchiusa.

È tornata l’angoscia dei giorni lontani

quando tutta un’immobile estate improvvisa

di colori e tepori emergeva, agli sguardi

di quegli occhi sommessi.

È tornata l’angoscia

che nessuna dolcezza di labbra dischiuse

può lenire. Un immobile cielo s’accoglie

freddamente, in quegli occhi.

Far calmo il ricordo

alla luce sommessa del tempo, era un docile

moribondo cui già la finestra s’annebbia e scompare.

Si è spezzato il ricordo. La stretta angosciosa

della mano leggera ha riacceso i colori

e l’estate e i tepori sotto il vivido cielo.

Ma la bocca socchiusa e gli sguardi sommessi

non dan vita che a un duro inumano silenzio.

Cesare Pavese

Sarà estate

Sarà estate, alla fine.

Signore con parasoli,

signori a passeggio col bastone

e bambine con bambole

daranno colore al pallido paesaggio

come fosse un bouquet luminoso,

e tuttavia lontano, trasportato nel marmo

si stende oggi il villaggio.

I lillà curvi per gli anni

oscilleranno con carico viola,

la melodia mormorata dagli avi

le api non sdegneranno.

Nella palude la rosa canina prende colore

l’aster sulla collina

identica ricolloca la forma

e le genziane increspano il loro collare puritano

finchè l’estate ripieghi il suo miracolo

come le donne ripiegano le vesti

o i preti i simboli

quando è compiuta la celebrazione.

Emily Dickinson

Meriggiare pallido e assorto

Meriggiare pallido e assorto

presso un rovente muro d’orto,

ascoltare tra i pruni e gli sterpi

schiocchi di merli, frusci di serpi.

Nelle crepe del suolo o su la veccia

spiar le file di rosse formiche

ch’ora si rompono ed ora s’intrecciano

a sommo di minuscole biche.

Osservare tra frondi il palpitare

lontano di scaglie di mare

mentre si levano tremuli scricchi

di cicale dai calvi picchi.

E andando nel sole che abbaglia

sentire con triste meraviglia

com’e’ tutta la vita e il suo travaglio

in questo seguitare una muraglia

che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.

Eugenio Montale

Estate

Improvvisamente fu piena estate.

I campi verdi di grano, cresciuti e

riempiti nelle lunghe settimane di piogge,

cominciavano a imbiancarsi,

in ogni campo il papavero lampeggiava

col suo rosso smagliante.

La bianca e polverosa strada maestra era arroventata,

dai boschi diventati più scuri risuonava più spossato,

più greve e penetrante il richiamo del cuculo,

nei prati delle alture, sui loro flessibili steli,

si cullavano le margherite e le lupinelle,

la sabbia e le scabbiose, già tutte in pieno rigoglio

e nel febbrile, folle anelito della dissipazione

dell’approssimarsi della morte

perché a sera si sentiva qua e là nei villaggi il chiaro,

inesorabile avvertimento delle falci in azione.

Hermann Hess

Notte d’Estate

L’acqua della fonte

suona il suo tamburo

d’argento.

Gli alberi

téssono il vento

e i fiori lo tingono

di profumo.

Una ragnatela

immensa

fa della luna

una stella.

Federico Garcia Lorca

Notte d’estate

Dalla stanza vicina ascolto care

voci nel letto dove il sonno accolgo.

Per l’aperta finestra un lume brilla,

lontano, in cima al colle, chi sa dove.

Qui ti stringo al mio cuore, amore mio,

morto a me da infiniti anni oramai.

Umberto Saba

Sensazione

Le sere blu d’estate, andrò per i sentieri

graffiato dagli steli, sfiorando l’erba nuova:

ne sentirò freschezza, assorto nel mistero.

Farò che sulla testa scoperta il vento piova.

Io non avrò pensieri, tacendo nel profondo:

ma l’infinito amore l’anima mia avrà colmato,

e me ne andrò lontano, lontano e vagabondo,

guardando la Natura, come un innamorato.

Arthur Rimbaud

Oh Estate!

Oh estate

abbondante,

carro

di mele

mature,

bocca

di fragola

in mezzo al verde,

labbra

di susina selvatica,

strade

di morbida polvere

sopra

la polvere,

mezzogiorno,

tamburo

di rame rosso,

e a sera

riposa

il fuoco,

la brezza

fa ballare

il trifoglio, entra

nell’officina deserta;

sale

una stella

fresca

verso il cielo

cupo,

crepita

senza bruciare

la notte

dell’estate.

Pablo Neruda

Vento di Prima Estate

A quest’ora il sangue

del giorno infiamma ancora

la gota del prato,

e se si sono spente

le risse e le sassaiole

chiassose, nel vento è vivo

un fiato di bocche accaldate

di bimbi, dopo sfrenate

rincorse.

Giorgio Caproni

Tchaikovsky – Giugno – Barcarola/ Richter

 

 

Elena Ronza
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Da un po’ di tempo, inoltre, percepiva un vuoto nella parte più intima di se stesso, il nulla, la sensazione di essere risucchiato da un buco nero. Nel corso degli anni aveva sempre inseguito assecondandole tutte le sue attitudini naturali, ma in quel periodo, il vuoto non spariva neanche quando recitava o quando si appassionava a un nuovo copione o a una nuova idea. Restava lì e lui si sentiva invadere il corpo, la mente e l’anima dal desiderio quasi struggente di fuggire.

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