AUTUNNO

Posted on 3 min read 357 Visualizzazioni

 Amo l’autunno. Sentire lo scricchiolio delle foglie sotto le scarpe passeggiando tra gli alberi, tuffarmi  negli odori dei boschi umidi e nebbiosi, ammirare bacche di diverse fogge e colori, assaporare i frutti dolcissimi di fine estate e meravigliarsi per le mille tonalità del fogliame illuminate da un sole tiepido ed esitante. E amo le poesie che lo raccontano, regalando un delicato incanto al fascino intrinseco della natura. Ma la stagione autunnale è anche il tempo per riflettere, per richiamare alla memoria gli eventi appena trascorsi dell’estate, che dopo le prime piogge e i risvegli umidi ci sembra ormai lontana.  L’autunno è per molti poeti sinonimo di fragilità delle foglie che cadendo si distaccano dall’albero  e della transitorietà della vita umana.

Soldati

Giuseppe Ungaretti

Si sta come 

d’autunno

sugli alberi

le foglie

La similitudine tra soldati  al fronte e foglie, dove i soldati vengono qui assimilati a foglie autunnali che, ancora aggrappate agli alberi, avanzano inesorabilmente verso la caduta e la morte, vittime del fluire del tempo, ci è ancora più chiara    se al vocabolo “soldati”   sostituiamo “uomini” e allora “guerra” diventa una idea più ampia che chiameremo  “vita”.  Finalmente comprendiamo come non solo i militari al fronte vivono una condizione transitoria e sospesa, ma come sia la vita stessa dell’essere umano a dover fare i conti con la propria caducità.

 

Bosco di betulle di Gustav Klimt

Presagi d’autunno

Primo Levi

Il tempo si era guastato,
pioveva spesso,
ora in rovesci improvvisi,
ora in uno spolverìo fine e penetrante
che era quasi una nebbia;
i sentieri erano fangosi,
e i boschi emanavano un odore pungente di funghi
che faceva già presagire l’autunno.

 

Foglia appassita

Herman Hesse

Ogni fiore vuol diventare frutto,

ogni mattino sera,

di eterno sulla terra non vi è

che il mutamento, che il transitorio.

Anche l’estate più bella vuole

sentire l’autunno e la sfioritura.

Foglia, fermati paziente,

quando il vento ti vuole rapire.

Fai la tua parte e non difenderti,

lascia che avvenga in silenzio.

Lascia che il vento che ti spezza

ti sospinga verso casa.

 

Imitazione

Giacomo Leopardi

Lungi dal proprio ramo,
Povera foglia frale,
Dove vai tu? – Dal faggio
Là dov’io nacqui, mi divise il vento.
Esso, tornando, a volo
Dal bosco alla campagna,
Dalla valle mi porta alla montagna.
Seco perpetuamente
Vo pellegrina, e tutto l’altro ignoro.
Vo dove ogni altra cosa,
Dove naturalmente
Va la foglia di rosa,
E la foglia d’alloro.

 

 

“L’autunno è una seconda primavera, quando ogni foglia è un fiore.”

Albert Camus

 

Autunno di Giuseppe Arcimboldo

 

San Martino

Giosuè Carducci

La nebbia a gl’irti colli
piovigginando sale,
e sotto il maestrale
urla e biancheggia il mar

ma per le vie del borgo
dal ribollir de’ tini
va l’aspro odor de i vini
l’anime a rallegrar.

Gira su’ ceppi accesi
lo spiedo scoppiettando:
sta il cacciator fischiando
sull’uscio a rimirar


tra le rossastre nubi
stormi d’uccelli neri,
com’esuli pensieri,
nel vespero migrar

 

Filastrocca settembrina

Gianni Rodari

Già l’autunno si avvicina,

già l’autunno per l’aria vola

fin sulla porta della scuola.

Sulla porta c’è il bidello,

che fischietta un ritornello,

poi con la faccia scura scura

prova la chiave nella serratura,

prova a suonare la campanella…

Bambino, prepara la cartella!

Autunno

Guillaume Apollinaire

Passano nella nebbia un contadino storto
e il suo bue,
lentamente, nella nebbia d’autunno
che nasconde i tuguri poveri e vergognosi.
E, mentre s’allontana, il contadino canta
una canzone triste dell’amore infedele,
che parla di un anello e d’un cuore spezzato.
Oh, l’autunno,
l’autunno ha sepolto l’estate!
Passano nella nebbia due figurine grigie.

Un tempo era d’estate

Vincenzo Cardarelli

Un tempo era d’estate,

era a quel fuoco, a quegli ardori,

che si destava la mia fantasia.

Inclino adesso all’autunno

dal colore che inebria,

amo la stanca stagione

che ha già vendemmiato.

Niente più mi somiglia,

nulla più mi consola,

di quest’aria che odora

di mosto e di vino,

di questo vecchio sole ottobrino

che splende sulle vigne

saccheggiate.

Elena Ronza
signature

What do you think?

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

No Comments Yet.

Da un po’ di tempo, inoltre, percepiva un vuoto nella parte più intima di se stesso, il nulla, la sensazione di essere risucchiato da un buco nero. Nel corso degli anni aveva sempre inseguito assecondandole tutte le sue attitudini naturali, ma in quel periodo, il vuoto non spariva neanche quando recitava o quando si appassionava a un nuovo copione o a una nuova idea. Restava lì e lui si sentiva invadere il corpo, la mente e l’anima dal desiderio quasi struggente di fuggire.

Previous
Una Storia di Elena Ronza
AUTUNNO