a.d. MMXIX

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Cosa ci riserverà il nuovo anno? Tanti appuntamenti programmati: elezioni, anniversari, eventi istituzionali, politici, economici e sportivi. Non importa, questo articolo traboccherà di pura e affettuosa retorica.  Sarà pieno di buoni sentimenti e grandi speranze. Sì, anche questa volta voglio essere ampollosa e ridondante. Buon 2019 a tutti!

Republica.it afferma che il popolo dei social applaude al discorso di fine anno del capo dello Stato Sergio Mattarella e anch’io voglio unirmi a questo coro. “Grazie Signor Presidente”.  Mi hanno colpito favorevolmente i passaggi dedicati ai deboli e ai migranti.

“Dobbiamo riconoscerci come comunità: Ho conosciuto, in questi anni, tante persone impegnate nel sociale, dove il rapporto con gli altri non è avvertito come un limite ma come quel che dà senso alla vita”.

“Auguri a tutti gli italiani, in patria o all’estero. Auguro buon anno ai cinque milioni di immigrati che vivono, lavorano, vanno a scuola, praticano sport, nel nostro Paese”.

Ha anche affermato: “Vanno evitate ‘tasse sulla bontà'” e ancora: “Le realtà del Terzo Settore, del No profit rappresentano una rete preziosa di solidarietà” e aggiunge che le su menzionate “hanno ben chiara la pari dignità di ogni persona e meritano maggiore sostegno da parte delle istituzioni, anche perché, sovente, suppliscono a lacune o a ritardi dello Stato negli interventi in aiuto dei più deboli, degli emarginati, di anziani soli, di famiglie in difficoltà, di senzatetto”  e continua dicendo; “Non dobbiamo aver timore di manifestare buoni sentimenti che rendono migliore la nostra società”.  

 “So bene che alcuni diranno che questa è retorica dei buoni sentimenti e che bisogna pensare soprattutto alla sicurezza”,  quindi ribadisce che la sicurezza c’è solo “se tutti si sentono rispettati. La vera sicurezza si realizza, con efficacia, preservando e garantendo i valori positivi della convivenza”.

Ha raccontato: “qualche settimana fa a Torino alcuni bambini mi hanno consegnato la cittadinanza onoraria di un luogo immaginario, da loro definito Felicizia, per indicare l’amicizia come strada per la felicità. Un sogno, forse una favola”.  Eppure ha aggiunto: “Ma dobbiamo guardarci dal confinare i sogni e le speranze alla sola stagione dell’infanzia. Come se questi valori non fossero importanti nel mondo degli adulti”.

Per continuare con la retorica dei buoni sentimenti, aggiungo alcune poesie di Gianni Rodari, mio idolo di bambina e di adulta e  perché questo è soprattutto un blog dedicato alla poesia e alla letteratura.

Il cielo è di tutti

Qualcuno che la sa lunga
mi spieghi questo mistero:
il cielo è di tutti gli occhi,
di ogni occhio è il cielo intero.

È mio, quando lo guardo.
È del vecchio e del bambino,
dei romantici e dei poeti,
del re e dello spazzino.

Il cielo è di tutti gli occhi,
e ogni occhio, se vuole,
si prende la Luna intera,
le stelle comete, il sole.

Ogni occhio si prende ogni cosa
e non manca mai niente:
chi guarda il cielo per ultimo
non lo trova meno splendente.

Spiegatemi voi dunque,
in prosa o in versetti,
perché il cielo è uno solo
e la Terra è tutta a pezzetti.

Sospiri 
“Vorrei, direi, farei…”
Che maniere raffinate
ha il condizionale.
Mai che usi parole sguaiate,
non alza la voce per niente,
e seduto in poltrona
sospira gentilmente:
“Me ne andrei nell’Arizona,
che ve ne pare?
O fore potrei
fermarmi a Lisbona…”.
“Vorrei, vorrei…
Volerei sulla Luna
in cerca di fortuna.
E voi ci verreste?
Sarebbe carino,
dondolarsi sulla falce
facendo uno spuntino…”.
“Vorrei, vorrei…
Sapete che farei?
Ascolterei un disco.
No, meglio, suonerei
il pianoforte a coda.
Dite che è giù di moda?
Pazienza,
ne farò senza.
Del resto non so suonare…”.
“Suonerei se sapessi.
Volerei se potessi.
Mangerei dei pasticcini
se ne avessi.
C’è sempre un se:
chissà perché
questa sciocca congiunzione
ce l’ha tanto con me”.

Filastrocca per tutti i bambini

Filastrocca per tutti i bambini,
per gli italiani e gli abissini,
per i russi e per gli inglesi,
gli americani ed i francesi,
per quelli neri come il carbone,
per quelli rossi come il mattone,
per quelli gialli che stanno in Cina,
dove è sera se qui è mattina,
per quelli che stanno in mezzo ai ghiacci
e dormono dentro un sacco di stracci,
per quelli che stanno nella foresta
dove le scimmie fan sempre festa,
per quelli che stanno di qua o di là,
in campagna od in città,
per i bambini di tutto il mondo
che fanno un grande girotondo,
con le mani nelle mani,
sui paralleli e sui meridiani.

E per finire questa non poteva mancare.

Anno nuovo

“Indovinami, Indovino,
tu che leggi nel destino:
l’anno nuovo come sarà?
Bello, brutto o metà e metà?”.
“Trovo stampato nei miei libroni
che avrà di certo quattro stagioni,
dodici mesi, ciascuno al suo posto,
un Carnevale e un Ferragosto
e il giorno dopo del lunedì
sarà sempre un martedì.
Di più per ora scritto non trovo
nel destino dell’anno nuovo:
per il resto anche quest’anno
sarà come gli uomini lo faranno!”.

 

Elena Ronza
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Da un po’ di tempo, inoltre, percepiva un vuoto nella parte più intima di se stesso, il nulla, la sensazione di essere risucchiato da un buco nero. Nel corso degli anni aveva sempre inseguito assecondandole tutte le sue attitudini naturali, ma in quel periodo, il vuoto non spariva neanche quando recitava o quando si appassionava a un nuovo copione o a una nuova idea. Restava lì e lui si sentiva invadere il corpo, la mente e l’anima dal desiderio quasi struggente di fuggire.

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