CONCERTO DI NATALE 28 dicembre 2018

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Lo sapevate che canto in un coro polifonico? Bene da adesso è ufficiale sono un soprano del Coro Vox Amica di Bruino. Lo scorso 28 dicembre ci siamo esibiti come di consueto per il concerto natalizio. Un successo, ovviamente, gli spettatori erano per la maggior parte parenti e amici quindi gli applausi erano un po’ di parte. Ma vi assicuro che pur eseguendo brani poco conosciuti e che si rivolgono a una platea abituata alle nostre performance di musica antica, il concerto è stato gradito anche da quelli che non amano particolarmente la musica sacra gregoriana, barocca e rinascimentale.

Canti natalizi,  dalla musica popolare catalana al tradizionale Handel passando per Bizet, per chiudere con il tradizionale “Tu scendi dalle stelle” armonizzato dal maestro di coro Luca Ronzitti ci hanno impegnati  per circa un’ora consentendoci di riappropriarci dello spirito natalizio che come ha giustamente sottolineato il parroco Don Massimiliano non si esaurisce il 25 dicembre. Il tempo di Natale inizia il 25 dicembre ma finisce la domenica del battesimo del Signore, che ricorre la prima domenica dopo l’Epifania.  Il coro ci ha dimostrato ancora una volta che grazie all’impegno individuale e al costante ed efficace contributo del maestro è possibile, miglioararsi  continuamente anche nell’esplorazione della musica antica, forse un po’ ostica ai molti.

Secondo Patrick Fagan, un professore di psicologia e marketing della Goldsmiths University di Londra la musica allunga la vita. Non importa il genere, né se sia eseguita in un piccolo locale, in un palazzetto dello sport o in una chiesa, l’importante è  che sia live. Posso affermare che la piccola comunità bruinese ci sarà grata per il contributo portato alla pubblica salute psicofisica.

 

Un po’ di tempo fa su La Stampa di Torino è apparso un articolo con questo titolo:

“Cantare in coro? Come lo yoga Fa vivere (e respirare) meglio.

Cantare in coro allunga la vita, riduce lo stress e ha per l’organismo umano gli stessi benefici di una lunga seduta di yoga. Sono cose che chi canta abitualmente insieme ad altre persone intuiva da tempo, ma che ora sono state scientificamente provate da una meticolosa ricerca dell’università di Goteborg, in Svezia. Gli scienziati hanno monitorato le reazioni dell’organismo di un gruppo di giovani coristi e hanno fatto una scoperta sorprendente: i loro battiti del cuore si sincronizzano già dopo le prime note. Cantare insieme produce inoltre un effetto calmante molto simile a quello dello yoga, dovuto al controllo della respirazione che il canto lirico non amplificato da microfoni richiede.”

 

Bizet – L’Arlésienne Suite No. 1 & Suite No. 2 / Nathalie Stutzmann

 

Ieri pomeriggio c’era il coro della scuola. Noi dei quartieri chic a scuola abbiamo un coro. Nessuno lo considera una cosa antiquata, tutti fanno a pugni per partecipare, ma è super selettivo: monsieur Trianon, il prof di musica, sceglie con estrema cura i coristi. La ragione del successo del coro è proprio monsieur Trianon. Lui è giovane, bello e fa cantare sia i vecchi classici jazz sia le ultime hit, arrangiati con stile, Tutti si mettono in ghingheri, e il coro canta davanti agli altri alunni della scuola. Sono invitati solo i genitori dei coristi, altrimenti ci sarebbe troppa gente. La palestra è già piena zeppa così e c’è un’atmosfera fantastica.

Monsieur Trianon si è accomodato su un panchetto, spalle al pubblico, ha sollevato una specie di bacchetta con una lucina rossa lampeggiante in cima, è sceso il silenzio, ed ecco l’attacco.Ogni volta è un miracolo. Tutta questa gente, tutte le preoccupazioni, tutti gli odi e i desideri, tutti i turbamenti, tutto l’anno scolastico con le sue volgarità, gli avvenimenti più o meno importanti, i prof, gli alunni così diversi, tutta questa vita in cui ci trasciniamo fatta di grida, lacrime, risate, lotte, rotture, speranze deluse e possibilità inaspettate: tutto questo scompare di colpo quando i coristi si mettono a cantare. Il corso della vita è sommerso dal canto, d’improvviso c’è una sensazione di fratellanza, di profonda solidarietà, persino d’amore, e le brutture quotidiane si stemperano in una comunione perfetta. Anche i visi dei coristi sono trasfigurati: non vedo più Achille Grand-Fernet (che ha una bellissima voce da tenore) né Deborah Lemeur né Ségolòne Rachet né Charles Saint-Sauveur. Vedo degli esseri umani votati al canto.

Ogni volta è la stessa storia, mi viene da piangere, ho un nodo alla gola e faccio di tutto per controllarmi, ma quando è troppo è troppo; a stento riesco a trattenermi dal singhiozzare, e quando c’è un canone, guardo per terra perché l’emozione è troppa tutta in una volta: è troppo bello, solidale, troppo meravigliosamente condiviso. lo non sono più me stessa, sono parte di un tutto sublime al quale appartengono anche gli altri, e in quei momenti mi chiedo sempre perché questa non possa essere la regola quotidiana, invece di un momento eccezionale del coro.

Quando il coro s’interrompe tutti quanti, con i volti illuminati, applaudono i coristi raggianti. È così bello. In fondo, mi chiedo se il vero movimento del mondo non sia proprio il canto.

da L’Eleganza del Riccio di Muriel Barbery

 

Nulla è più nobile del canto.

Virtù salvatrice di umanità sempre più rara è il cantare.

Per questo quando un popolo canta c’è da sperare ancora.

E sarà perfino inutile disperare quando non si udiranno più canti.

Nulla fonda animi e caratteri quanto un coro, quando è un vero coro;

quanto sentirsi i componenti di un coro: allora l’appuntamento,

il ritrovarsi e il sentirsi presenza necessaria a cantare è come un convenire di innamorati.

Allora il sacrificio diventa spontaneamente gioia e stima per vivere.

                                                                                                         David Maria Turoldo

E ora una serie di informazioni serie e /o ironiche suggerite dal Coro Carla Amori

Il corista serio

Ricorda che:

Un buon corista è presente alle prove.

Un buon corista arriva puntuale alle prove.

Un buon corista non si dimentica delle prove.

Un buon corista studia le parti anche a casa.

Un buon corista aiuta i coristi in difficoltà.

Un buon corista canterà con gioia per tutta la vita.

 Adesso che sei un Corista puoi:

Imparare la musica

Fare nuovi amici e conoscenze

Fare delle gite con il coro

Avere delle opportunità a cantare nei concerti

 Come Corista non solo saprai cantare per sempre ma potrai anche:

Migliorare l’espressione di come parli

Saper lavorare in squadra

Socializzare meglio

Controllare le tue emozioni davanti ad altri

Migliorare il tuo comportamento

Migliorare la tua abilità a imparare

Migliorare la tua capacità a memorizzare

Migliorare la tua lettura

Migliorare le tue capacità artistiche

Migliorare la tua capacità di risolvere problemi

Aumentare la stima di te stesso

Gestire più abilmente il tuo tempo

 

Il corista spiritoso

E’ usanza comune credere che in un coro (o corale) si debba cantare. Ciò è errato nel modo più assoluto. Ci si trova nella sala prove principalmente per aggiornarsi sugli avvenimenti mondani. È come essere dal barbiere, soltanto che si ha a disposizione più gente per chiacchierare. Dopodiché si passa alle critiche del maestro o direttore (è questa la sua principale funzione): com’è vestito, se si è fatto la barba, se è spettinato, se ha cambiato l’auto, la moglie o la fidanzata, quanto prende di rimborso spese e da chi è stato raccomandato per aver ottenuto quel posto.

Arrivare puntuali o, peggio ancora, in anticipo, è vivamente sconsigliato: si perde del tempo inutile, visto che durante i primi dieci (o più) minuti il maestro fa scaldare la voce con degli stupidi esercizi. Il buon corista non ne ha assolutamente bisogno, quindi entra sempre a metà esecuzione di un brano “difficile” e, salutando vivacemente – meglio se stringendo la mano a tutti -, si mette vicino a chi gli pare.

Quando il maestro prova una singola sezione, bisogna evitare il silenzio. In questo caso sarebbe vivamente consigliato cantare un brano diverso, magari di genere opposto. Ad esempio, mentre i soprani provano la parte di una cantata di Bach, i contralti possono intonare “Fin che la barca va”, i tenori “Vola colomba” ed i bassi “Voglio una vita spericolata”. L’ideale sarebbe che ognuno cantasse un brano diverso. Questa pratica viene chiamata polifonia.

Un “perfetto corista” deve fumare almeno un pacchetto di “Esportazione senza filtro” al giorno. È opportuno, prima delle prove, mangiare un’insalata di cipolle e fagioli ed intavolare discussioni col maestro. Non lavatevi i denti, piuttosto usate il filo interdentale durante la prova. È vietato mangiare caramelle, piuttosto masticate gomme. Prima dei concerti bisogna osservare delle regole ben precise. Trascorrere una serata in una discoteca potrebbe essere l’ideale se si osservano alcune piccole precauzioni: musica assordante, bere e mangiare a dismisura, tornare al mattino.

Elena Ronza
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Da un po’ di tempo, inoltre, percepiva un vuoto nella parte più intima di se stesso, il nulla, la sensazione di essere risucchiato da un buco nero. Nel corso degli anni aveva sempre inseguito assecondandole tutte le sue attitudini naturali, ma in quel periodo, il vuoto non spariva neanche quando recitava o quando si appassionava a un nuovo copione o a una nuova idea. Restava lì e lui si sentiva invadere il corpo, la mente e l’anima dal desiderio quasi struggente di fuggire.

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